• Dix principes en italien

    Dio parla:

    Principio primo:
    Se mi amate
    non lo insegnate a nessuno,
    perché sapete che io risiedo
    soltanto nell’uomo.
    Non potete affermare che esista
    una bontà suprema se mi isolate dal prossimo.

    Principio secondo:
    Non credete in colui che di me vi parla,
    in cui è l’intenzione di convertirvi.
    Se rispettate tutte le credenze
    e chi non ne ha,
    saprete, nonostante l’ignoranza,
    più di quel che egli potrebbe dirvi.

    Principio terzo:
    Non farete la morale a nessuno,
    sarebbe provare
    che non agite bene,
    perché essa non si insegna con la parola
    ma con l’esempio,
    e il non vedere il male in niente.

    Principio quarto:
    Non dite mai che fate la carità
    a qualcuno che vi sembra nella miseria:
    sarebbe far intendere
    che sono senza considerazione, che non sono buono,
    che sono padre cattivo,
    sono un avaro,
    che non toglie la fame ai suoi rampolli.
    Se vorrete agire verso i vostri simili
    come veri fratelli,
    non farete la carità che a voi stessi,
    lo dovete sapere.
    Poiché niente c’è di bene fuori della solidarietà,
    avrete fatto soltanto, verso di loro,
    il vostro dovere.

    Principio quinto:
    Cercate sempre di amare chi chiamate
    «il vostro nemico»:
    è per insegnarvi a conoscervi
    che ve lo metto sul cammino.
    Vedete in voi il male più che in lui:
    sarà il miglior rimedio.

    Principio sesto:
    Quando vorrete conoscere la causa
    delle vostre sofferenze,
    a cui siete soggetti sempre a ragione,
    la troverete nella incompatibilità della
    intelligenza per la coscienza,
    che tra loro instaura termini di paragone.
    Non potrete provare sofferenza
    che non sia per farvi notare
    che l’intelligenza si oppone alla coscienza;
    è ciò che importa non ignorare.

    Principio settimo:
    Cercate di compenetrarvene
    perché anche la più piccola sofferenza è dovuta alla vostra
    intelligenza che vuole sempre di più possedere;
    essa si fa della clemenza un piedistallo,
    e vuole che tutto le sia subordinato.

    Principio ottavo:
    Non vi lasciate dominare dalla vostra intelligenza
    la quale cerca solo di elevarsi
    sempre più;
    essa calpesta la coscienza,
    adducendo che la materia è, che
    causa le virtù,
    mentre contiene soltanto la miseria
    delle anime che voi chiamate
    «abbandonate»,
    che agirono soltanto per soddisfare
    la propria intelligenza che le ha sviate.

    Principio nono:
    Tutto quel che per voi è utile, per il presente così come
    per l’avvenire,
    se non avrete dubbi,
    vi sarà dato per sovrammercato.
    Educatevi, vi ricorderete il passato,
    vi tornerà alla memoria
    che vi è stato detto: «Bussate, vi aprirò.
    Io sono nel conosci te stesso...».

    Principio decimo:
    Non crediate di far sempre
    bene quando date assistenza a un fratello;
    potreste fare il contrario,
    frenare il suo progresso.
    Sappiate che una grande prova
    sarà la vostra ricompensa,
    se lo umiliate e vi fate rispettare.
    Quando volete agire,
    non abbiate cieca fiducia in quello che credete,
    anche questo vi potrebbe far deviare;
    fondatevi sempre sulla coscienza
    che vuol dirigervi, essa non può ingannarvi.

    Issue de la traduction italienne de l’Erreur spirite
    (L’errore dello spiritismo, p.236-238) de René Guenon.


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