• «La vita è eterna, essa è dappertutto. I fluidi esistono anch’essi all’infinito e dall’eternità. Noi siamo immersi nella vita e nei fluidi come il pesce nell’acqua. I fluidi si susseguono l’un l’altro e sono sempre più eterei; si distinguono in funzione dell’amore; dovunque questo esiste c’è vita, giacché senza vita l’amore perde la propria ragion d’essere. È sufficiente che due fluidi siano in contatto per mezzo di un certo grado di calore solare perché i loro due germi di vita si dispongano a entrare in rapporto. Così la vita si crea un’individualità e diventa operante».

    Issue de la traduction italienne de l’Erreur spirite
    (L’errore dello spiritismo, p.240-241) de René Guenon.


    votre commentaire
  • Legge della coscienza:

    «Vi dirò come dobbiamo intendere le leggi divine e come esse possono agire su di noi. Voi sapete che si riconosce che la vita è dappertutto; se esistesse il vuoto, anche il nulla avrebbe la sua ragion d’essere. Posso ancora affermare una cosa, ed è che l’amore esiste anch’esso dappertutto, e così come c’è l’amore, c’è l’intelligenza e la coscienza. L’amore, l’intelligenza e la coscienza riuniti costituiscono un’unità, il grande mistero, Dio. Per farvi comprendere che cosa sono le leggi devo ritornare a quello che ho già ripetuto riguardo ai fluidi: ce ne sono tanti quanti i pensieri; noi possediamo la facoltà di manipolarli e di definirne le leggi, con il pensiero, secondo il nostro desiderio di agire. Quelli che imponiamo ai nostri simili, nello stesso modo si impongono a noi. Queste sono le leggi interne, chiamate generalmente leggi di Dio. Quanto alle leggi esterne, dette leggi di natura, esse sono l’istinto della vita che si manifesta nella materia, si riveste di tutte le sfumature, assume forme numerose, incalcolabili, secondo la natura del germe dei fluidi ambientali. Così è per tutte le cose: tutte hanno il loro istinto, perfino gli astri che si librano nello spazio infinito, si dirigono con il contatto dei fluidi e descrivono istintivamente le loro orbite. Se Dio avesse stabilito leggi per andare a lui, esse sarebbero un ostacolo per il nostro libero arbitrio; o relative o assolute, esse sarebbero state obbligatorie, giacché non avremmo potuto dispensarcene per arrivare al fine. Ma Dio lascia a ciascuno la facoltà di stabilire le proprie leggi, secondo la necessità; è un’altra prova del suo amore. Tutte le leggi devono avere soltanto la coscienza come fondamento. Non diciamo perciò “leggi di Dio”, bensì “leggi della coscienza”. Questa rivelazione discende dai principi stessi dell’amore, di quell’amore che trabocca da ogni parte, che risiede nel centro degli astri e nel fondo degli oceani, di quell’amore il cui profumo si manifesta dappertutto, che alimenta tutti i regni della natura e mantiene l’equilibrio e l’armonia in tutto l’universo».

    Issue de la traduction italienne de l’Erreur spirite
    (L’errore dello spiritismo, p.240) de René Guenon.


    votre commentaire
  • Dio parla:

    Principio primo:
    Se mi amate
    non lo insegnate a nessuno,
    perché sapete che io risiedo
    soltanto nell’uomo.
    Non potete affermare che esista
    una bontà suprema se mi isolate dal prossimo.

    Principio secondo:
    Non credete in colui che di me vi parla,
    in cui è l’intenzione di convertirvi.
    Se rispettate tutte le credenze
    e chi non ne ha,
    saprete, nonostante l’ignoranza,
    più di quel che egli potrebbe dirvi.

    Principio terzo:
    Non farete la morale a nessuno,
    sarebbe provare
    che non agite bene,
    perché essa non si insegna con la parola
    ma con l’esempio,
    e il non vedere il male in niente.

    Principio quarto:
    Non dite mai che fate la carità
    a qualcuno che vi sembra nella miseria:
    sarebbe far intendere
    che sono senza considerazione, che non sono buono,
    che sono padre cattivo,
    sono un avaro,
    che non toglie la fame ai suoi rampolli.
    Se vorrete agire verso i vostri simili
    come veri fratelli,
    non farete la carità che a voi stessi,
    lo dovete sapere.
    Poiché niente c’è di bene fuori della solidarietà,
    avrete fatto soltanto, verso di loro,
    il vostro dovere.

    Principio quinto:
    Cercate sempre di amare chi chiamate
    «il vostro nemico»:
    è per insegnarvi a conoscervi
    che ve lo metto sul cammino.
    Vedete in voi il male più che in lui:
    sarà il miglior rimedio.

    Principio sesto:
    Quando vorrete conoscere la causa
    delle vostre sofferenze,
    a cui siete soggetti sempre a ragione,
    la troverete nella incompatibilità della
    intelligenza per la coscienza,
    che tra loro instaura termini di paragone.
    Non potrete provare sofferenza
    che non sia per farvi notare
    che l’intelligenza si oppone alla coscienza;
    è ciò che importa non ignorare.

    Principio settimo:
    Cercate di compenetrarvene
    perché anche la più piccola sofferenza è dovuta alla vostra
    intelligenza che vuole sempre di più possedere;
    essa si fa della clemenza un piedistallo,
    e vuole che tutto le sia subordinato.

    Principio ottavo:
    Non vi lasciate dominare dalla vostra intelligenza
    la quale cerca solo di elevarsi
    sempre più;
    essa calpesta la coscienza,
    adducendo che la materia è, che
    causa le virtù,
    mentre contiene soltanto la miseria
    delle anime che voi chiamate
    «abbandonate»,
    che agirono soltanto per soddisfare
    la propria intelligenza che le ha sviate.

    Principio nono:
    Tutto quel che per voi è utile, per il presente così come
    per l’avvenire,
    se non avrete dubbi,
    vi sarà dato per sovrammercato.
    Educatevi, vi ricorderete il passato,
    vi tornerà alla memoria
    che vi è stato detto: «Bussate, vi aprirò.
    Io sono nel conosci te stesso...».

    Principio decimo:
    Non crediate di far sempre
    bene quando date assistenza a un fratello;
    potreste fare il contrario,
    frenare il suo progresso.
    Sappiate che una grande prova
    sarà la vostra ricompensa,
    se lo umiliate e vi fate rispettare.
    Quando volete agire,
    non abbiate cieca fiducia in quello che credete,
    anche questo vi potrebbe far deviare;
    fondatevi sempre sulla coscienza
    che vuol dirigervi, essa non può ingannarvi.

    Issue de la traduction italienne de l’Erreur spirite
    (L’errore dello spiritismo, p.236-238) de René Guenon.


    votre commentaire
  • «Un unico rimedio può guarire l’umanità: la fede. Dalla fede nasce l’amore: quell’amore che ci indica nei nostri nemici Dio stesso. Non amare i propri nemici significa non amare Dio; giacché è l’amore che portiamo ai nostri nemici che ci rende degni di servirlo; è il solo amore che ci faccia veramente amare, perché è puro e vero».

    Issue de la traduction italienne de l’Erreur spirite
    (L’errore dello spiritismo, p.240) de René Guenon.


    votre commentaire
  • Происхождение жизни: 

    Жизнь вечна, она повсюду. Также и флюиды существует в бесконечности и вечности. Мы обволакиваемы жизнью и флюидами, как рыба – водой. Флюиды цепляются друг за друга и оказываются все более и более бесплотными; они отличаются по степени любви; повсюду, где существует любовь, есть и жизнь, так как без жизни у любви нет более основания для существования. Достаточно, чтобы два флюида находились в контакте благодаря определенной степени солнечной теплоты, чтобы два их зародыша жизни были склонны вступить в связь. именно таким образом жизнь образует индивидуальность и становится активной.

    issue de la traduction russe de L'erreur spirite 
    (
    Заблуждения спиритов, p.375-376) de René Guenon

     

    Source : http://www.mahadevi.ru/rene_guenon_l_erreur_spirite_rus_2015.pdf


    votre commentaire


    Suivre le flux RSS des articles de cette rubrique
    Suivre le flux RSS des commentaires de cette rubrique